Motivazioni del Progetto

Il lavoro delle donne e degli uomini con carichi di cura incontra forti criticità se non è supportato da un sistema efficiente di servizi sul territorio. E’ dimostrato, infatti, che soprattutto il lavoro delle donne si afferma in tutta la sua pienezza quando a sostenerlo vi è una rete di servizi diffusa ed efficiente.
La gestione privata della cura e il ricorso alla rete familiare per farvi fronte non favoriscono lo scardinamento di stereotipi che associano quasi esclusivamente le donne a dedicare una rilevante parte del loro tempo al lavoro di cura. La Legge 8 marzo 2000, n. 53 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”, che consente ai dipendenti padri di usufruire di un congedo per paternità è purtroppo ancora poco utilizzata nella Pubblica Amministrazione. Malgrado il rilevante miglioramento sul piano dei servizi, avvenuto in questi ultimi anni nel territorio, con la diffusione di asili nido e strutture di supporto alle disabilità, le famiglie con figli minori devono ancora fare i conti con le rette di strutture private che incidono pesantemente sul bilancio familiare.
Vi è anche la scarsa flessibilità di orario che le strutture per l’infanzia offrono a fronte del lavoro che, invece, richiede sempre più presenza e disponibilità di tale flessibilità di orario.
In questa prospettiva, il progetto del telelavoro consentirebbe al dipendente, in alcuni periodi, di lavorare secondo le proprie disponibilità e i propri bisogni e concilierebbe le aspirazioni professionali con periodi di criticità personali o familiari.

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